Biografia

Mauro Masetti

Nato a Ravenna nel 1960 dove vive e lavora, formazione autodidatta. Tutto ha avuto inizio da una fine, e così senza saperlo né volerlo si è ritrovato a stendere del colore su superfici di ogni genere che gli capitavano tra le mani e ha sentito nascere in lui un senso di pace e di stupore, tanto che dipingere è diventato un’esigenza quotidiana.

La ricerca del colore, lavorare la materia, creare forme sono diventate parte del suo mondo, del suo essere quotidiano. Astratto e informale sono le correnti artistiche a cui si è avvicinato con maggiore interesse e da cui trae ispirazione in quanto le sente vicine al suo essere.

Annovera numerose esposizioni in città italiane ed anche all’estero. Ha partecipato al Festival del Nuovo Rinascimento edizione 2020 in Villa Tittoni Cusani Traversi a Desio e dal 2022 rientra fra gli Artisti in permanenza al Centro Leonardo da Vinci Art Expo Milano.

È presente nel Catalogo Arte Moderna edito G. Mondadori da diversi anni, nell’Annuario di arte contemporanea 2018 ed altri cataloghi.

Testo critico

Il rapporto tra un artista e la sua opera è spesso paragonabile alla biblica lotta tra Giacobbe e l’angelo: un duello a mani nude con una forza superiore incontrollabile e selvaggia, da integrare e interiorizzare, non senza un intimo travaglio, per poi ricevere in ricompensa una “benedizione”, ossia un ampliamento delle facoltà percettive.

Mauro Masetti vive la creazione artistica in maniera carnale, viscerale, ascoltando le pulsazioni di un universo interiore in continuo fermento. Il risultato è una pittura che scava nei meandri del subconscio, riportando intatta l’essenza del Vero.

I materiali di recupero usati dall’artista narrano di una bellezza mai scontata, da trovare anche nei piccoli frammenti di vita quotidiana che giungono alla consapevolezza come conchiglie trasportate dalla risacca.

Il pittore, infatti, ha iniziato il proprio iter creativo proprio raccogliendo materiali portati come un dono dalle onde del mare nella costa ravennate.

Ed è proprio dall’umiltà di semplici oggetti, coordinati con autentica maestria artigianale, che proviene la grandezza di Masetti, consapevole che il Bello universale è dato dall’armonia delle singole parti.

È il pensiero creativo ad assemblare ogni elemento e a dare significato ai significanti. Nelle tele di Masetti il senso si mimetizza tra pieghe e grumi di colore, fa capolino tra cromie ardenti e strizza l’occhio per poi sfuggire inafferrabile; ma all’artista non sfugge la sua scia invisibile e intangibile, che rimane impressa nell’anima come un’Idea platonica.

Uscita dagli abissi è forse il manifesto programmatico di Masetti. Un paesaggio d’anima evaso dai sotterranei del pensiero, proveniente da quell’humus fecondo d’incessante forgia e perpetuo richiamo alla creazione.

L’artista ausculta sé stesso e ciò che lo circonda, immortala una sensazione e la trasmuta in grido di colore, tra un ossimoro di contrasti armonici e un’alchimia di gradazioni atmosferiche, in un gioco di forze elementari che serbano in sé l’immagine primigenia, come una segreta radiazione divina.

L’enigma rimane irrisolto, l’abisso non si richiude. Ma uscirne è possibile, come dimostra Masetti: basta trovare i versi del proprio personale poema – campiture cromatiche di tempesta e impeto, sottratte alla furia naturale – per poi pronunciare la celebre chiusa dantesca: “E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inf. XXXIV, 139).

Angela Patrono

Opera

Mauro Masetti

Uscita dagli abissi

Acrilico su tela

48 x 63 cm