Biografia

Nathalie Jacquounain

Nathalie Jacquounain è nata e cresciuta nella Russia sovietica, a San Pietroburgo. Inizia a studiare seriamente arte all’età di 10 anni e si diploma come scenografa all’Accademia Nazionale di Teatro e Cinematografia.

Spinta da un forte senso di appartenenza alla tradizione artistica europea, si è trasferita in Francia, a Parigi, nel 1980, dove ha lavorato per un anno all’École Nationale Supérieure des Beaux Arts de Paris, poi ha studiato all’Università di Parigi 7 Jussieu e ha ottenuto un diploma post-laurea in comunicazione.

Jacquounain ha pubblicato diversi articoli sulla teoria dell’arte nella rivista «Schéma et schématisation». Ha realizzato su commissione un affresco decorativo a mosaico di 2m x 12m sul tema dell’ecologia nello spazio pubblico di Créteil e una scultura alta 1m50 sul tema della diversità per il Centro Culturale di Créteil.

Jacquounain ha realizzato 14 mostre personali (11 in Francia) e partecipa regolarmente a numerose fiere e mostre collettive, con numerose partecipazioni alle iniziative del Nuovo Rinascimento, fra cui il Festival presso Villa Tittoni (Desio, 2020).

Testo critico

Il Nuovo Rinascimento di Natalia Jacquounain

Artista visionaria, Natalia Jacquounain riunisce nelle sue creazioni una vasta molteplicità di riferimenti artistici.

A risplendere nelle sue opere, in particolare, sono tre correnti fondamentali dell’arte novecentesca: cubismo, espressionismo e surrealismo.

La lezione del cubismo emerge soprattutto nella risoluzione geometrica delle forme spaziali e di taluni dettagli compositivi; la tradizione espressionista si mostra invece nell’intensità delle figure umane rappresentate, di cui è il lato emotivo, più che la mimesi descrittiva, a essere oggetto di studio; il magistero surrealista, infine, accresce d’intensità l’impalpabile clima onirico che pervade le tele.

A parlare, nell’estetica della Jacquounain, è anche il riferimento al Rinascimento italiano, con la valorizzazione della figura umana, la simbiosi fra microcosmo e macrocosmo, il misticismo della Bellezza e della Carne – tutti, questi, temi tipicamente neorinascimentali.

Lo conferma All’ora di Satana, opera fantasmatica in cui soggetti umani senza volto – dalla plasticità scultorea che rievoca la metafisica di De Chirico e certe visioni di Sironi – vivono il dramma della temporalità ciclica e l’orrore perturbante dell’ignoto.

Luca Siniscalco

Opera

Nathalie Jacquounain

All'ora di Satana

Acrilico su tela

52 cm