Introduzione di Angela Patrono

Progetto Essere invita a una riflessione profonda sulla nostra natura. Il verbo “essere”, apparentemente statico, racchiude invece una dimensione primigenia, che precede l’azione e il pensiero.

In un’epoca dominata dall’efficientismo e dalla sovraesposizione mediatica, rischiamo di perdere il contatto con questo spazio silenzioso e generativo. Ogni idea umana nasce infatti dall’immaginazione, che a sua volta sgorga dalla sorgente intima e fertile che ci abita: si tratta della nostra essenza più autentica.

Siamo un processo in divenire: possiamo non solo realizzare progetti, ma anche riconoscere in noi stessi un progetto vivente. Come suggerisce la teoria della ghianda di Hillman, tutti custodiamo una vocazione unica che siamo chiamati ad adempiere.

Viviamo tempi complessi e inquieti, ma proprio per questo l’arte può diventare un percorso di alchimia trasformativa: non una fuga dalla realtà, bensì un modo per attraversarla e trasmutarne il peso in qualcosa che ci renda più umani. In questo senso, l’arte non ci allontana dal mondo: ci riconnette al nostro destino creativo, permettendoci di far emergere ciò che già vive in noi, in attesa di prendere forma.

Introduction by Angela Patrono

Project “Being” invites us into a deeper reflection on our nature. The verb “to be,” which may seem still or passive at first glance, actually holds a primordial dimension — one that comes before both action and thought.

In an age driven by efficiency and constant media exposure, we risk losing touch with this quiet, generative space within us. Every human idea is born from imagination, which itself flows from an intimate, fertile source: our most authentic essence.

We are not fixed entities, but unfolding processes. We don’t just carry out projects — we are, in a sense, living projects ourselves. As suggested by Hillman’s acorn theory, each of us holds a unique calling, a form of destiny waiting to be realized.

These are complex and restless times. Precisely for this reason, art can become a path of transformative alchemy — not an escape from reality, but a way of moving through it, transmuting its weight into something that deepens our humanity. In this light, art does not distance us from the world; it reconnects us with our creative destiny, allowing what already lives within us to emerge and take shape.